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Una fitta nebbia
avvolgeva quella sera Bologna e stavo uscendo dall’ edificio in cui si
trova la Facoltà di Lettere, dove ero stato a trovare un collega. Fui
avvicinato da un ragazzo. Mi chiese con aria altezzosa se ero uno
storico. Ne rimasi sorpreso, quasi infastidito, e pensando fosse uno
studente stavo per rispondergli che, se cercava qualcuno, doveva
guardare nella bacheca in cui erano affissi gli orari di ricevimento dei
docenti. Ma il destino evidentemente lo voleva mettere sulla mia
strada e gli risposi: “si sono uno storico, uno storico della
medicina” e lui per tutta risposta, guardandomi fisso negli occhi mi
disse: “non so che farmene di uno storico della medicina, cerco uno
storico e basta, mi hanno mandato qui e voglio uno storico”.
Continuando a credere che fosse uno studente, sempre più stupito, gli
chiesi perché era così urgente per lui a quell’ora di sera, erano
ormai le 19 e in Facoltà non c’era più nessuno, trovare uno storico,
quasi cercasse un medico per una questione di vita o di morte. Mi
rispose, mentre la mia curiosità aumentava, che era un compositore e
stava cercando un esperto sulla storia dell’Olocausto. Al ché gli
dissi che forse aveva trovato la persona giusta in quanto i miei
interessi professionali mi avevano portato a studiare, anche, quel
periodo.
Da quel momento iniziò
la nostra conoscenza e le nostre vite si incrociarono.
Mi è stato chiesto di
scrivere di lui e lo faccio molto volentieri. Non sono il suo
discografico o il suo agente, non sono un critico musicale, ma lui e
la sua musica mi hanno conquistato.
Bluster, il suo nome
d’arte. Nato in una famiglia di pianisti all'età di cinque anni
intraprese lo studio del pianoforte. Nel 1994 ebbe il suo esordio
artistico come attore di teatro, venendo a contatto con i maggiori esponenti di questa espressione presenti
in Ravenna, sua
città natale, quali
Marco Martinelli
e
Maurizio Lupinelli.
Sebbene affascinato da
questo mondo, si rese subito conto come il teatro non fosse
l’espressione più appropriata per riuscire ad esprimersi e riprese,
perciò, lo studio della musica, ma con grande incostanza, in quanto la
sua singolare e originale personalità lo induceva a privilegiare
l’aspetto creativo: per lui erano insopportabili le noiose
lezioni di grammatica e sintassi musicale, nonché di tecnica
pianistica, che, peraltro, ha completato.
E’ questo il periodo in
cui compose opere musicali di difficile collocazione a livello di
genere, passando dal rock, al pop, alla musica italiana: tutto rimasto
nel cassetto...
Tra il 1995 e il 1996 fu
animatore e art director nelle discoteche della riviera adriatica tra
Mestre e Ancona e in tale veste venne a contatto con i più svariati
generi musicali rimanendo affascinato da due in particolare: la musica
dance con la sua forza e la sua energia; quella new age con la sua
dolcezza. La conoscenza di un DJ (DJ March, attuale suo compagno di
lavoro) lo spinse, ancor di più, verso questi generi, che furono
fondamentali per la sua carriera musicale.
Nel 1995 iniziò a
collaborare con diversi studi di registrazione in qualità di
compositore e arrangiatore. In breve tempo arrivò alla discografia
realizzando produzioni prima per piccole etichette indipendenti poi
per le major.
E’ del 1996 il progetto
Mike Harmony - “Symphony N. 1 The Prayer”, che senz’altro rappresenta
il suo primo punto fermo a livello artistico. L’esperienza maturata
negli anni precedenti in studio di registrazione, la passione per le
nuove tecnologie applicate alla musica e l’ amore per la
sperimentazione a livello sonoro si ritrovano nella composizione. Il
lavoro pubblicato nel 1996 da Discomagic (acquisito successivamente da
ZYX Music) è stato licenziato in numerosi paesi tra cui,
Danimarca, Finlandia,
Grecia, Israele, Slovacchia, Svezia, Estonia,... Il successo ha confermato le giuste
scelte musicali dell’artista; infatti al di là della vendita di dischi
singoli, l’opera, inserita in raccolte pubblicate da case editrici
quali Planet Works, K-tel, Border, Hed-Arzi, è accanto a quelle di
artisti di fama internazionale (X-themes: Paul Brooks
X-files, Breeze, X-team... -
Now Dance 10:
ACE OF BASE, U.S.U.R.A...
-
Dreamland 1:
DJ
Dado,
Gigi D'Agostino...
- The best of dream music:
Robert Miles).
In questo periodo l’artista effettuò alcuni tour all’estero che lo
portarono in Spagna e nelle Isole Greche.
Tra il 1996 e il 1997
prese corpo un nuovo progetto intitolato Michael Angel – "Vision"
edito da General Records (VR), distribuito in Italia da
SELF,
prodotto da Luigi Mattarelli (Barcellona Orchestra) e Damiano Monti (SonikaDivision),
che si affermò in tutta la penisola grazie a spettacoli nelle
discoteche e a importanti passaggi radiofonici (Italia Network...).
Nel 1998 si avviò il
progetto discografico "Dune" con la supervisione di Loris Ceroni e
iniziarono le collaborazioni con
Tam Tam Network
(bpm).
Di questo periodo Whisper e I want you. La prima
era una composizione del
1996, genere new age, che venne arrangiata in chiave dance. La seconda, una
produzione di musica elettronica, di forte impatto, dove si alternano
sonorità classiche e sperimentali. Il lavoro fu edito nel 1999 da
Extravaganza Publishing (Externa srl - DUE)
e distribuito in Italia da
Level One. La
produzione fu seguita da uno staff di alto livello (produttori:
Loris Ceroni, musicista conosciuto per le sue collaborazioni con
artisti di fama internazionale - Miguel Bosè e Gloria Estefan;
Luigi Mazzesi, noto discografico -
Crotalo Ed. Musicali,
LM records - che
da molti anni si è messo in luce a livello italiano per le sue
produzioni rock e pop al fianco di Paul Chain; Claudio Malatesti e
Gianluca Vivaldi dell' Externa srl - DUE). Il progetto ottenne
numerosi consensi con recensioni su riviste del settore (Jay culture,
Stopmusica...) e venne trasmesso da numerose emittenti radiofoniche.
Nello stesso periodo
l’artista si impegnò al progetto Carry on di Loris Ceroni per Sony
Music concluso però solo in parte.
Una, forse, delle
caratteristiche più pregnanti della personalità di questo musicista è
quella di “cambiare”, cambiare sempre tutto: dalle voci dei suoi
lavori alle case discografiche, dai produttori agli agenti... per
aprirsi a nuovi interessi a nuove conoscenze, che rappresentano per
lui il “nuovo”, che lo elettrizza e lo attira irresistibilmente come
una calamita e nello stesso tempo rappresenta un fortissimo stimolo
per la sua creatività.
Dal 2000 ha
intensificato le
collaborazioni con Crotalo Ed. Musicali in veste di compositore per
poi diventare responsabile della sezione dance & new age.
Contemporaneamente ha assunto la direzione artistica di
Alterazioni
Sonore, azienda di produzioni musicali e promozioni discografiche.
Si arriva così al 2001,
alla nostra conoscenza e alla sua forte intenzione di impegnarsi in un
progetto musicale sull’Olocausto, progetto non ancora terminato.
Quando lo sollecito dice: “Un giorno, forse un giorno... E’ il
progetto della mia vita, ma se lo finisco finisce pure la mia vita...”
Parallelamente ha
continuato con le produzioni di musica new age e dance per LM Records
(“Paradise Bell”, “Angel”)...
Nel 2003 la rivista New Age ha pubblicato una sua opera,
Happy Planet, e numerosi sono stati i riscontri positivi tanto da
impegnarlo a partire dall'estate del 2004 nella realizzazione di un
album new age - chill out in distribuzione nel 2006.
A lungo potrei ancora
parlare di questo compositore infatti moltissime sono le sue
collaborazioni artistiche e i brani editi e non da lui realizzati (Hard Life, Panda Blu Rmx, Space...)...
Quella sera, assorto
com’ero nei miei pensieri di “cose universitarie” avrei forse potuto
congedare, bruscamente, quello strano ragazzetto con un “vada a
chiedere al portiere quello che vuole”: non lo feci e non me ne sono
mai pentito. Ho conosciuto e ho potuto apprezzare un ragazzo con una
ricca personalità, un artista, un musicista, che con le sue
composizioni sa trasmettere forti emozioni, un amico, ricco di
grandissima umanità.
prof. Stefano Arieti
Docente di Storia della Medicina
Università di Bologna |